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Visualizza versione completa : Italian digital divide


Faus-74
07-02-2007, 16.32.29
In Italia il digital divide aumenta implacabilmente rispetto all’Europa. Aumenta insieme agli stipendi e alle stock option dei manager di Telecom Italia. Negli Stati Uniti più del 50% delle famiglie ha la banda larga. La banda larga, non l’ADSL: la BANDALARGAAAA!!! In Italia ci sono zone dove non è coperto neppure il cellulare.
Il presidente dell’AIIP, i provider italiani, mi ha inviato questa lettera. Domani l’ AGCom e il Governo hanno la possibilità di cambiare le cose. Inviamogli una mail di sostegno:Agcom, Gentiloni, Sircana.
“Caro Beppe,
come presidente dell’Associazione più rappresentativa dei Provider italiani, sento il dovere ed anche la necessità, di scriverti una lettera, per far conoscere ai tuoi affezionati lettori, le ragioni per cui il mercato della larga banda in Italia, non riesce a decollare, ragioni che abbiamo affrontato con molte iniziative con altre associazioni interessate al settore, dagli utenti agli operatori più piccoli.
I mali di Internet li conosciamo tutti: la copertura territoriale è limitata, ancora assente in numerosi alcune aree, mentre i prezzi rimangono tra i più alti d’Europa. Come se non bastasse, la nostra rete ATM è vetusta e satura al punto che nemmeno Telecom individua più un interesse a farci investimenti sopra. Vedi, caro Beppe, si parla tanto di VoIP e di IPTV ma sono in molti a non accorgersi che, qui da noi, mancano a volte, perfino le condizioni di base per accedere ad Internet.
Spesso associazioni di utenti ed associazioni di imprese hanno interessi contrapposti; in questo caso, invece, gli interessi sono allineati e le iniziative congiunte tra associazioni di operatori ed associazioni di utenti sono state numerose, per cercare di smuovere la situazione evitando che si perpetui quello che diceva Floris nel suo libro 'Monopoli': che il monopolio uscito dalla porta della telefonia rientri dalla finestra della larga banda.
Pensare che ci sono Paesi – dalla Corea al Giappone - che hanno fatto della larga banda una priorità nazionale. E senza andare troppo lontano, gia la vicina Danimarca riesce a vantare il primato di avere il maggior numero di linee a larga banda per abitante. Un esempio vincente che rappresenta un esempio da seguire e da riproporre subito, anche qui in Italia. Come? Semplicissimo.
Domani 8 febbraio l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom) e il Governo sono chiamati a valutare l’opportunità di un provvedimento d’urgenza per adottare in Italia gli stessi prezzi applicati in Danimarca per l’offerta all’ingrosso, fatta a noi operatori e meglio nota come ‘Bitstream’. Questa offerta rappresenta un’occasione d’oro per far funzionare Internet in Italia.
La modalità Bitstream è importante, in Europa la maggioranza delle linee in larga banda degli operatori alterativi è realizzata con questa modalità, che ha il vantaggio di non duplicare la rete dove gia c’è, liberarando risorse per portare Internet dove manca.
Ecco spiegato perché decidere oggi i prezzi di vendita che Telecom applicherà agli operatori per l’offerta Bitstream, è un fatto non banale, che ha richiesto decine di riunioni e chilometri di carta, di lettere, di spostamenti e di continui rinvii. Pensa solo che Telecom si era impegnata a farlo entrare in vigore entro dicembre del 2005.
Ci siamo messi a studiare tutte le pratiche europee e finalmente una soluzione l’abbiamo trovata: si chiama Danimarca. Studi tecnici approfonditi ci confermano che quella danese è la migliore offerta di interconnessione, perché ha favorito la crescita del mercato e l’apertura della concorrenza. I fatti ci dicono che abbiamo ragione. Per ricreare in Italia lo stesso ambiente tecnologico danese, dobbiamo partire proprio dai prezzi all’ingrosso del Bitstream. Solo così avremo la speranza che si abbassino i prezzi al pubblico e che il mercato si apra ai benefici della concorrenza, andando a liberare risorse da investire nelle aree scoperte. Basta veramente poco, Beppe, ma non dipende più da noi. Lo deve fare AGCom: vogliamo i prezzi danesi, subito.” Marco Fiorentino - Presidente AIIP
Fonte (http://www.beppegrillo.it/2007/02/italian_digital_divide.html#trackbacks)

Ste
07-02-2007, 22.08.27
Belle parole ma io ho il 56k!!!! Mi pare di capire comunque che rimarrebbe lo stesso il monopolio telecom dell ultimo miglio o sbaglio?... perchè io voglio liberarmi dall inutile canone, voglio la vera benda larga e non un Adsl scadente come alice.

dej611
07-02-2007, 22.36.26
Ma con le offerte bitstream oltre al vantaggio economico dei gestori di fatto cosa accadrebbe?
Per carità, voglio essere buono e pensare che possano rinvestire quello che non spendono per il wholesale, ma così coprirebbero anche le zone scoperte? Sono un po' scettico.
La vedo più come una questione di giustizia di mercato piuttosto che una mano santa per la copertura...

fabio
08-02-2007, 10.07.13
Dej611, da un lato hai ragione, è per una giustizia del mercato che ci sia una offerta "consona" del trasporto di dati.
Di sicuro però è un passo avanti verso la possibilità di avere una concorrenza.

La discussione alla quale AIIP si riferisce è limitata e contestualizzata alla sola offerta Bitstream, quindi per ora non possono parlare di altro.

Il problema del monopolio dell'ultimo miglio poi è una questione annosa che sia Aiip che AntiDigitalDivide, insieme ad altri, continuano a portare avanti come un problema non indifferente del sistema italia.

Ma come sapete, ogni volta si parla con AGCOM di un micro problema, mai del macroproblema.

dej611
08-02-2007, 21.01.10
Si, ma per carità, l'offerta BitStream è dovuta da parte di Telecom...
Ma da qui a dire che è la fonte del problema italiano ce ne passa.
Senza fraintendimenti, questo "grido di aiuto disperato" che è stato mandato a Beppe Grillo (che poi stranamente sta anche facendo la share action su Telecom) non mi sembra tanto un qualcosa di così "puro" diciamo...
Come al solito, si tende a ragionare per principi perdendo talvolta il senso dell'insieme: nel blog è anche sottolineato il fatto che molte zone sono scoperte etc, etc, ma non bisogna dimenticare che Beppe Grillo sta facendo una crociata personale contro Marco Tronchetti Provera...

Sinceramente mi sarei aspettato un discorso un po' più serio da una lettera inviata al blog di Beppe Grillo (così copiosamente letto e frequentato).

fabio
09-02-2007, 09.10.06
beh, personalmente preferisco "che se ne sparli purchè se ne parli"....
Anche se non condivido alcuni passaggi, ritengo cmq sia stato giusto usare un mezzo, il blog di grillo, per dichiarare apertamente ciò si pensa.
La comunicazine è fatta di operazioni volte alla Visibilità... questo ne è l'esempio.
Se avessero fatto un comunicato stampa "normale" probabilmente non staremmo qui a parlarne, non ti pare?

Poi, ovviamente, tutto è opinabile ma credo si poter dire che sia "giusto" sia per AIIP che per Grillo aver publicato quella lettera.
Ricordo che anche ADD è andata sul blog di Grillo e che grazie alla visibilità che ci ha dato siamo riusciti almeno ad avere un canele con il ministero...

Qualcuno mi ha insegnato che spesso quello che potrebbe essere un "conflitto di interessi" potrebbe essere benissimo visto come "congiunzione di interessi"....

La sostanza che "NOI SIAMO INDIETRO" credo sia condivisibile un po' da tutti, e ogni tanto è bene ricordarlo.