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Visualizza versione completa : Eutelsat e Alcatel porteranno la tv sui telefonini dal Sat


Faus-74
27-02-2006, 17.40.58
«Vogliamo usare la banda "S" con le frequenze preallocate per i servizi Umts satellitari, o servizi satellitari per mobile, che hanno anche un altro nome, Mss, mobile satellite service: frequenze che vanno da 2,17 ghz a 2,2, ghz. Questa banda ha una prerogativa, di non essere attualmente utilizzata, a differenza di quello che succede con il Dvbh che va invece sull’Uhf, le bande da 400 mhz fino a 800 mhz, tutte utilizzate dagli operatori televisivi». Franco Micoli, responsabile strategie utenti finali della direzione marketing di Alcatel Italia, racconta come e perché non vuole restare fuori dal nuovo business, la tv mobile su cellulare.
Il progetto del big dello spazio, denominato Dvbh plus, è stato presentato a Barcellona, al "3gsm world congress", la grande vetrina mondiale delle novità legate ai telefonini di ultima generazione. Non è l’unico. Anche Eutelsat, il più grande operatore satellitare d’Europa e tra i primi nel mondo, si sta muovendo in questa direzione con tecnologie leggermente differenti ma con un obiettivo identico: sviluppare le trasmissioni via satellite per offrire una valida e, dichiarano gli stessi operatori, efficace soluzione.
Non stupisce. Quello della "mobile tv" è una innovazione radicale con elevatissimo potenziale di crescita. Entro il 2010, dicono le stime Italmedia Consulting, ci saranno circa 6 milioni utenti di "mobile tv" nell’Europa occidentale. Un nuovo mercato, promettente, dal quale non vogliono certo essere tagliati fuori.
La soluzione che Alcatel propone è un’evoluzione dello standard Dvbh, sviluppo che parte dal Dvb, la tecnologia base delle infrastrutture del digitale terrestre. Un progetto basato su un mix di satelliti di nuova generazione, piattaforme terrestri e ripetitori a bassa potenza. Innovazione che non vuole, però, porsi come concorrenziale rispetto agli operatori attuali. Anzi. La proposta è quella di unire le forze, di integrare la rete satellitare e quella terrestre. Una soluzione ibrida, insomma. Per creare, insieme, un grande network comune.
«E’ l’unico modo per garantire lo sviluppo di un mercato di massa. L’utente della mobile tv vorrà fruire di questo servizio come della telefonia mobile, sempre e ovunque, e per accontentarlo bisogna garantire la copertura di tutta la popolazione, all’esterno e all’interno degli edifici», spiega Micoli.
A parità di velocità, 256 kb al secondo, può trasmettere fino a 9 canali, contro i 40 teoricamente raggiungibili sulla banda Uhf. Un gap compensato dal fatto che il satellite offre maggiore copertura con soluzioni meno invasive ambientalmente. Per ottenere la stessa copertura del satellite in Uhf servono molti più trasmettitori e anche più grandi. Non solo. Integrando la rete, come prevede il progetto Alcatel, con quella terrestre dei cellulari di terza generazione, il numero di canali può salire fino a 27.
Unire le forze, far passare il segnale di volta in volta, a seconda delle necessità, dal satellite alla terra, avvalendosi anche del WiMax, su onde radio: «Possiamo creare un network a costo più basso, con ripetitori a bassa e media potenza che integrate con le stazioni di base dei cellulari possono garantire la copertura all’interno degli edifici riducendo il numero di ripetitori necessari». Una soluzione, insomma, economica ed ecologica. Almeno sulla carta.
Il primo satellite realizzato appositamente per la tv mobile verrà lanciato in orbita nel 2009. Ma la banda di frequenza sarà utilizzabile già a partire dal 2007. Un primo passo per coprire le aree dove la richiesta è maggiore, come già successo per i cellulari e la fibra ottica. Per poi ampliare la copertura. La soluzione via satellite va inserita in uno scenario futuro, dove si prospettano ulteriori sviluppi dei cellulari di terza generazione che potranno anche utilizzare altre frequenze radio.
Intanto però già si lavora al progetto. «Abbiamo in corso test sperimentali a Parigi e alleanze in via di consolidamento sia con operatori mobili che di broadcasting», dichiara Andrea Radic, direttore comunicazione e relazioni istituzionali di Alcatel Italia. I mondiali di calcio sono alle porte, un evento per il quale si prevede la prima grande impennata del mercato della tv mobile, ancora in fase sperimentale. E’ questo il momento in cui si giocano le grandi alleanze in vista dello sviluppo futuro. L’investimento previsto per la tv mobile è di circa 200 milioni di euro, compreso il costo del satellite. Un costo comparabile con quello di una rete digitale terrestre ma con una grossa differenza: il satellite può offrire la copertura su tutta l’Europa.
Fonte (http://www.repubblica.it/supplementi/af/2006/02/27/primopiano/008queidue.html)