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Visualizza versione completa : Mi Manda Rai Tre - Alice FREE mai richiesta!


Dexter
18-02-2006, 09.35.53
Salve ragazzi!

Avete visto ieri sera (17/02/06) "mi manda rai tre"? C'è stato il caso dei servizi TLC mai attivati, con un rappresentante telecom che si arrampicava su gli specchi...

... e i poveri clienti li "arrotati", compreso un povero 80n che il PC non sapeva manco cosa fosse che si è trovato minacciato di disconnessione della linea telefonica...

.. e l'unione europea che dice che il mercato italiano della banda larga ha subito una netta accelerazione è c'è una aperta concorrenza :D

Ma vaf.. :oops:

:)

La ciliegina sulla torta sono state le centraliniste dei call center che chiamavano per confermare la nostra tesi, ovvero "o fanno attivazioni, o le mandano a casa.." :grr:

Gratisweb
18-02-2006, 11.14.37
Si ho visto ed è una situazione molto vergognosa, e poi il delegato telecom diceva che rischiamo di perderci la faccia andando su mimandaraitre, ma che diavolo dice se perdono la faccia alla telecom non importa niente perchè la rete telefonica è tutta della telecom è anche se si comportano malissimo la gente se vuole il telefono deve attivarselo da loro, credetemi sarei tanto contento se la telecom andasse in fallimento.

Avete sentito quando un operatrice del call center ha telefonato in diretta dicendo che anche se l' utente non vuole alice loro lo possono attivare lo stesso per evitare di perdere il posto di lavoro ?
Ma vi rendete conto che cosa fanno ?
Sono dei mafiosi legalizzati..........

Avete visto sul portale alice francese ? c'è alicebox a 29,95 al mese è ti danno un mare di servizi cioè televisione come fastweb, telefonate e connessione wi-fi cioè i prezzi sono molto ma molto inferiore ed invece qui devono farci pagare tantissimi.
Sono un pugno di ladri è basta.

Gratisweb
18-02-2006, 11.18.37
Leggete qui:

http://www.adiconsum.it/Sala%20Stampa/ComunicatiStampa/2005(27.07)Comunicato.Telefonia(Telecom).shtml

Roma 27 luglio 2005


Occorre sanzionare chi in modo vessatorio e illegale addebita nella bolletta telefonica servizi non richiesti, quali videotelefoni, memotel, segreterie telefoniche, ecc., come pure quei servizi tramite numeri a pagamento 709, 70X, 899, 0082, ecc..

La legge è precisa al riguardo e stabilisce che è vietata la fornitura di beni e servizi al consumatore che comportino un pagamento, se non richiesto esplicitamente.

Il consumatore non è tenuto ad alcun pagamento in caso di fornitura non richiesta; inoltre a scanso di ogni equivoco si precisa anche che la mancata risposta non può essere interpretata come consenso. Lo afferma un decreto del ’99 sulle vendite a distanza; lo conferma una recente direttiva europea sulle pratiche commerciali sleali.

Nonostante ciò questi sistemi di vendita stanno crescendo in modo esponenziale per il rilevante business (illegale) che ciò comporta, e migliaia, se non milioni, di utenti sono stati coinvolti più o meno da queste pratiche commerciali.

Le associazioni consumatori hanno già denunciato con forza il problema al Ministero e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ma scarsi, fino ad oggi, sono stati i risultati. Le pratiche continuano in modo sempre più diffuso, coinvolgendo i vari operatori della telefonia.

Cosa chiedono le associazioni consumatori:
a Telecom e agli altri gestori di definire regole e risarcimenti:
regole per prevenire queste situazioni di addebito di servizi non richiesti in bolletta sia per la parte di servizi riconducibili allo stesso operatore sia verso i numeri a pagamento gestiti da operatori, ma fatturati nella bolletta Telecom (operatori che già in passato sono stati condannati);
risarcimenti nei confronti dei consumatori che restano vittime di queste pratiche.

Negli incontri avuti con Telecom, a partire dall’Amministratore Delegato, sono stati dichiarati impegni concreti, ma che poi nelle successive riunioni non si sono concretizzati.
Ogni nuova disponibilità sarà attentamente valutata, perché l’obiettivo delle associazioni non è contrastare la vendita dei nuovi servizi, bensì far sì che tali vendite avvengano in modo trasparente e non vessatorio.
È evidente che analoghi impegni le associazioni intendono chiederli anche agli altri operatori;

alla “nuova” Autorità per le comunicazioni, che nella stessa Relazione annuale del 21 luglio u.s. ha richiamato questo problema, di definire regole e sanzioni contro questi sistemi che rischiano di crescere in modo esponenziale con l’avvio in autunno dei nuovi servizi di tv via telefono (film e partite, c.d. self-executing);

al Ministero delle comunicazioni e al Governo di attuare la stessa direttiva comunitaria laddove invita gli Stati membri ad adottare tutte le disposizioni necessarie per porre un argine a questi fenomeni non solo di politiche commerciali aggressive, ma di sistemi di vendita e di addebito illegali;
alla Magistratura di realizzare delle indagini su tali sistemi di vendita sulla base delle segnalazioni ricevute;
ai consumatori di esercitare i loro diritti contestando e rifiutando il pagamento di qualsiasi servizio non richiesto o che non abbia avuto il loro consenso esplicito.
Il “Decalogo contro le pratiche commerciali scorrette” intende essere uno strumento di istruzioni per l’uso per il consumatore.

Comunicato a cura di:
Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega consumatori, Movimento difesa del cittadino, Movimento consumatori.